Il tetto è l'unica parte della casa che lavora tutti i giorni e non si guarda mai. Regge la neve, si dilata al sole, incassa la grandine e scarica a terra ogni temporale. Quando comincia a cedere non lo annuncia dal tetto: lo annuncia dal soffitto della camera, con una macchia che il primo anno si asciuga e il secondo no.

Ci occupiamo di rifacimento tetti e coperture ad Alatri e nei comuni della provincia di Frosinone: struttura portante, coibentazione, impermeabilizzazione, manto di copertura e lattoneria. È un lavoro che si fa una volta sola per due generazioni, e proprio per questo la parte che conta è quella che, a lavoro finito, non si vede più.

Quando conviene rifare il tetto e quando basta ripararlo

Non tutti i tetti che perdono vanno rifatti, e non tutti i tetti che sembrano sani lo sono. La differenza la fa quello che c'è sotto il manto. Se l'orditura in legno è integra e il problema è circoscritto, si ripara e si spende poco. Se il degrado è diffuso — travi ammalorate, tavolato marcio, falde che hanno perso la linea — rimettere quattro coppi vuol dire solo rimandare, e pagare il ponteggio due volte.

Di solito basta riparare

  • L'acqua entra in un punto solo, e solo dopo la pioggia forte
  • Mancano pochi coppi, dopo una grandinata o una tromba d'aria
  • La perdita viene da una conversa, da un camino o da un lucernario
  • Il legno, guardato dal sottotetto, è asciutto e sano

Conviene rifare

  • Le macchie sul soffitto tornano, e ogni volta in un punto diverso
  • La falda ha avvallamenti, o la linea di colmo non è più dritta
  • Le travi hanno zone scure, cedono alla punta di un cacciavite o mostrano fori di insetti
  • Il tetto non è isolato e d'estate il piano di sopra non è vivibile
  • Il manto ha cinquant'anni e i coppi si sbriciolano in mano
Tetto vecchio con coppi ammalorati e falda irregolare, da rifare
Coppi ammalorati e falda che ha perso la linea: qui rimettere qualche pezzo vuol dire solo rimandare.
Tetto rifatto con manto in tegole nuove, lucernario e canale di gronda
Com'è invece un tetto rifatto: manto nuovo, colmo dritto, gronda e lucernario raccordati a dovere.

Com'è fatto un tetto rifatto a regola d'arte

Un tetto non è un manto di coppi appoggiato sui muri: è un pacchetto di strati, e ognuno fa un mestiere diverso. Quasi tutti i tetti che tornano a perdere dopo pochi anni hanno saltato uno di questi passaggi, e quasi sempre per far quadrare un preventivo.

  1. Struttura portante Travi, terzere e puntoni. Si verificano una a una: quelle sane restano e si trattano, quelle ammalorate si sostituiscono o si risanano in testa, dove il degrado comincia quasi sempre.
  2. Tavolato Il piano su cui poggia tutto il resto. In legno a vista quando il sottotetto è abitato, in pannelli o in laterizio dove non si vede.
  3. Freno al vapore Ferma il vapore che sale dalle stanze e che, se arriva all'isolante, ci condensa dentro. È lo strato che si salta più spesso, ed è quello che fa marcire un tetto nuovo dall'interno.
  4. Isolante termico Fibra di legno, lana di roccia o poliuretano, con lo spessore calcolato sul caso, non sul listino. È lo strato che decide quanto spenderà di riscaldamento per i prossimi trent'anni.
  5. Telo traspirante Impermeabile all'acqua che viene da fuori, aperto al vapore che viene da dentro. È la seconda barriera: quella che lavora quando il vento spinge la pioggia sotto i coppi.
  6. Listelli e controlistelli Creano l'intercapedine in cui l'aria sale dalla gronda al colmo. Asciuga il pacchetto e d'estate abbassa di parecchi gradi la temperatura sotto il tetto.
  7. Manto di copertura Coppi, tegole marsigliesi, portoghesi o lamiera aggraffata. I coppi vecchi in buono stato si possono recuperare e rimettere in vista: costa un po' di manodopera in più e conserva l'aspetto della casa.
  8. Lattoneria e finiture Canali di gronda, pluviali, scossaline, converse, colmi e sigillature. È il punto in cui i tetti falliscono più spesso, e dove si riconosce chi ha fatto il lavoro.
Tegola sollevata su una copertura: sotto si vedono i listelli e il tavolato
Basta sollevare una tegola per vedere su cosa poggia il manto. È lì che si capisce se un tetto va riparato o rifatto, e non da terra.

Tetti e coperture in legno

Il legno è il materiale che usiamo più volentieri sulle coperture, e il lamellare in particolare: regge luci ampie senza pilastri in mezzo, pesa poco sulle murature esistenti — che su una casa vecchia è spesso il vincolo vero — e su una tettoia o un portico resta a vista, quindi diventa parte della casa e non solo una struttura.

Realizziamo coperture nuove in legno lamellare e massello, rifacimenti completi di tetti esistenti, e sostituzioni di solai di copertura in laterocemento. Dove la struttura va verificata sul serio ci appoggiamo a un tecnico strutturista: su un tetto l'occhio dell'esperienza dice molto, ma non firma.

Coibentazione: il motivo per cui conviene rifarlo adesso

Il calore sale, e in una casa non isolata se ne va dal tetto. È la superficie da cui si perde di più, ed è anche quella su cui è più semplice intervenire — a patto di farlo quando il manto è già smontato. Coibentare un tetto già rifatto significa rifarlo un'altra volta.

Se sta pensando di rifare il tetto e di isolarlo "più avanti", il conto è presto fatto: l'isolante e la posa incidono per una quota contenuta su un cantiere già aperto, mentre farlo dopo vuol dire ripagare per intero ponteggio, smontaggio del manto e rimontaggio.

Le due lavorazioni hanno una pagina a parte, se vuole entrare nel merito: coibentazione delle coperture e impermeabilizzazione.

Lattoneria: gronde, pluviali e converse

Un tetto perfetto con una lattoneria sbagliata perde comunque. L'acqua di tutta la falda passa da pochi metri di canale e da due o tre pluviali: se le pendenze sono sbagliate, se una conversa è sottodimensionata o se un raccordo è solo siliconato, l'acqua trova la strada verso il muro.

  • Canali di gronda e pluviali in rame, alluminio preverniciato o acciaio
  • Scossaline, converse e raccordi con camini, abbaini e lucernari
  • Colmi ventilati, frontalini e sottogronda
  • Parafoglie e dissuasori per volatili su gronde e cornicioni

Se sotto il manto c'è l'amianto

Sulle coperture degli anni Sessanta e Settanta capita di trovare lastre in cemento amianto. Non le rimuoviamo noi: la bonifica richiede un'impresa iscritta all'albo, un piano di lavoro approvato dalla ASL e uno smaltimento tracciato. Quello che facciamo è riconoscerlo al sopralluogo, dirglielo subito e coordinare la ditta abilitata, così la rimozione e il nuovo tetto diventano un cantiere solo invece di due.

Come si svolge il cantiere

  1. Sopralluogo Saliamo a vedere e guardiamo il tetto anche da sotto, dal sottotetto. È gratuito e non impegna a niente.
  2. Preventivo Le lavorazioni elencate una per una, con i materiali previsti e i tempi. Dove c'è un'incognita — una trave che si valuta solo a manto smontato — glielo scriviamo prima, con l'ordine di grandezza nei due casi.
  3. Ponteggio e messa in sicurezza Montaggio del ponteggio e delle protezioni anticaduta prima che qualcuno salga.
  4. Smontaggio Rimozione del manto e, dove previsto, recupero e accatastamento dei coppi da riutilizzare. Qui il tetto si vede per com'è davvero: se emerge qualcosa che cambia i numeri, la chiamiamo prima di procedere.
  5. Ricostruzione del pacchetto Struttura, isolante, teli, ventilazione e manto, nell'ordine. Ogni sera la copertura resta chiusa: non lasciamo un tetto aperto sotto un temporale.
  6. Lattoneria e consegna Gronde, pluviali e finiture, poi il giro finale insieme. Quello che non va lo sistemiamo prima di considerare chiuso il lavoro, non dopo il saldo.
Posa del manto di copertura sui listelli durante il rifacimento di un tetto
La posa del manto è l'ultima fase e la più veloce. Tutto quello che decide la durata del tetto è già stato fatto nei giorni prima.

Quanto costa rifare un tetto

Un prezzo al metro quadro dato al telefono non vuol dire niente, e chi glielo dà lo correggerà dopo. Su una copertura il costo lo fanno quattro cose, e nessuna si vede da una foto: lo stato della struttura sotto il manto, lo spessore e il tipo di isolante, il manto scelto — coppi recuperati, tegole nuove o lamiera — e l'accessibilità, cioè quanto ponteggio serve e se l'autogru può avvicinarsi.

Quello che possiamo dirle prima è come ci arriviamo: dopo il sopralluogo riceve un preventivo con le voci separate, così vede quanto pesa ogni scelta e può decidere dove spendere e dove no. È anche il documento che le serve per confrontarci con un'altra impresa a parità di lavorazioni, che è l'unico confronto che ha senso.

IVA agevolata e detrazioni fiscali

Il rifacimento del tetto su un immobile residenziale rientra nella manutenzione straordinaria: si applica l'IVA agevolata al 10% invece che al 22%, e il lavoro rientra fra quelli che danno diritto alla detrazione per il recupero del patrimonio edilizio. Prepariamo noi la documentazione che serve — fatture con le diciture giuste, bonifico parlante, riferimenti di legge.

Sulle percentuali della detrazione non le facciamo promesse in una pagina web: le aliquote cambiano di anno in anno e dipendono da chi è il proprietario e da come è accatastato l'immobile. Le diciamo quali agevolazioni valgono nel suo caso prima della firma, non dopo.

Dove lavoriamo

Abbiamo sede ad Alatri e lavoriamo in tutta la provincia di Frosinone: Frosinone, Ferentino, Anagni, Veroli, Fiuggi, Ceccano e Sora. Per lavori fuori zona ci si sente comunque: dipende dall'intervento, e glielo diciamo al telefono senza farle perdere tempo.

Se il tetto tiene ancora e le serve solo un controllo, la pagina giusta è manutenzione tetti: un'ispezione dopo l'inverno costa una frazione di quello che costa scoprire il problema quando la macchia è già arrivata al soffitto.

Domande frequenti

Quanto dura il rifacimento di un tetto?

Su una casa singola in genere dalle due alle quattro settimane, ponteggio compreso. Incidono la superficie, quanto legno va sostituito e il meteo: su una copertura le giornate di pioggia sono giornate ferme. La data di inizio e la durata prevista sono scritte nel preventivo.

Si può abitare in casa durante i lavori?

Sì, nella grande maggioranza dei casi. Si lavora dall'esterno e ogni sera la copertura resta chiusa. Il disagio vero è il rumore sopra la testa e il ponteggio davanti alle finestre. Se il sottotetto è abitato o va aperto dall'interno glielo diciamo prima, insieme ai giorni interessati.

Quanto costa rifare un tetto al metro quadro?

Un prezzo al metro quadro dato prima di salire non è un preventivo, è un numero che verrà corretto. Il costo dipende dallo stato della struttura sotto il manto, dal tipo e dallo spessore dell'isolante, dal manto scelto e da quanto ponteggio serve. Dopo il sopralluogo, che è gratuito, riceve un preventivo con le voci separate.

Serve un permesso per rifare il tetto?

Se si rifà il tetto senza cambiare quota, sagoma e volume si rientra di norma nella manutenzione straordinaria, con una comunicazione al Comune. Se si alza la quota, si recupera il sottotetto o l'edificio è in zona vincolata serve una pratica più impegnativa. Ce ne occupiamo con i tecnici di fiducia e le diciamo prima cosa serve.

Si possono riutilizzare i coppi vecchi?

Spesso sì, ed è quasi sempre la scelta migliore su una casa d'epoca: i coppi vecchi hanno un colore che quelli nuovi non hanno. Si smontano a mano, si selezionano scartando i rotti e si rimettono in vista, integrando con coppi nuovi negli strati sottostanti. Costa un po' più di manodopera e conserva l'aspetto della casa.

Il rifacimento del tetto ha l'IVA agevolata?

Sì: su un immobile residenziale il rifacimento del tetto è manutenzione straordinaria e sconta l'IVA al 10% invece che al 22%. Rientra anche fra i lavori che danno diritto alla detrazione per il recupero del patrimonio edilizio, con aliquote che cambiano di anno in anno: le confermiamo nel suo caso prima della firma.