Il tetto è l'unica parte della casa che lavora tutti i giorni e non si guarda mai. Regge la neve, si dilata al sole, incassa la grandine e scarica a terra ogni temporale. Quando comincia a cedere non lo annuncia dal tetto: lo annuncia dal soffitto della camera, con una macchia che il primo anno si asciuga e il secondo no.
Ci occupiamo di rifacimento tetti e coperture ad Alatri e nei comuni della provincia di Frosinone: struttura portante, coibentazione, impermeabilizzazione, manto di copertura e lattoneria. È un lavoro che si fa una volta sola per due generazioni, e proprio per questo la parte che conta è quella che, a lavoro finito, non si vede più.
Non tutti i tetti che perdono vanno rifatti, e non tutti i tetti che sembrano sani lo sono. La differenza la fa quello che c'è sotto il manto. Se l'orditura in legno è integra e il problema è circoscritto, si ripara e si spende poco. Se il degrado è diffuso — travi ammalorate, tavolato marcio, falde che hanno perso la linea — rimettere quattro coppi vuol dire solo rimandare, e pagare il ponteggio due volte.
Un tetto non è un manto di coppi appoggiato sui muri: è un pacchetto di strati, e ognuno fa un mestiere diverso. Quasi tutti i tetti che tornano a perdere dopo pochi anni hanno saltato uno di questi passaggi, e quasi sempre per far quadrare un preventivo.
Il legno è il materiale che usiamo più volentieri sulle coperture, e il lamellare in particolare: regge luci ampie senza pilastri in mezzo, pesa poco sulle murature esistenti — che su una casa vecchia è spesso il vincolo vero — e su una tettoia o un portico resta a vista, quindi diventa parte della casa e non solo una struttura.
Realizziamo coperture nuove in legno lamellare e massello, rifacimenti completi di tetti esistenti, e sostituzioni di solai di copertura in laterocemento. Dove la struttura va verificata sul serio ci appoggiamo a un tecnico strutturista: su un tetto l'occhio dell'esperienza dice molto, ma non firma.
Il calore sale, e in una casa non isolata se ne va dal tetto. È la superficie da cui si perde di più, ed è anche quella su cui è più semplice intervenire — a patto di farlo quando il manto è già smontato. Coibentare un tetto già rifatto significa rifarlo un'altra volta.
Se sta pensando di rifare il tetto e di isolarlo "più avanti", il conto è presto fatto: l'isolante e la posa incidono per una quota contenuta su un cantiere già aperto, mentre farlo dopo vuol dire ripagare per intero ponteggio, smontaggio del manto e rimontaggio.
Le due lavorazioni hanno una pagina a parte, se vuole entrare nel merito: coibentazione delle coperture e impermeabilizzazione.
Un tetto perfetto con una lattoneria sbagliata perde comunque. L'acqua di tutta la falda passa da pochi metri di canale e da due o tre pluviali: se le pendenze sono sbagliate, se una conversa è sottodimensionata o se un raccordo è solo siliconato, l'acqua trova la strada verso il muro.
Sulle coperture degli anni Sessanta e Settanta capita di trovare lastre in cemento amianto. Non le rimuoviamo noi: la bonifica richiede un'impresa iscritta all'albo, un piano di lavoro approvato dalla ASL e uno smaltimento tracciato. Quello che facciamo è riconoscerlo al sopralluogo, dirglielo subito e coordinare la ditta abilitata, così la rimozione e il nuovo tetto diventano un cantiere solo invece di due.
Un prezzo al metro quadro dato al telefono non vuol dire niente, e chi glielo dà lo correggerà dopo. Su una copertura il costo lo fanno quattro cose, e nessuna si vede da una foto: lo stato della struttura sotto il manto, lo spessore e il tipo di isolante, il manto scelto — coppi recuperati, tegole nuove o lamiera — e l'accessibilità, cioè quanto ponteggio serve e se l'autogru può avvicinarsi.
Quello che possiamo dirle prima è come ci arriviamo: dopo il sopralluogo riceve un preventivo con le voci separate, così vede quanto pesa ogni scelta e può decidere dove spendere e dove no. È anche il documento che le serve per confrontarci con un'altra impresa a parità di lavorazioni, che è l'unico confronto che ha senso.
Il rifacimento del tetto su un immobile residenziale rientra nella manutenzione straordinaria: si applica l'IVA agevolata al 10% invece che al 22%, e il lavoro rientra fra quelli che danno diritto alla detrazione per il recupero del patrimonio edilizio. Prepariamo noi la documentazione che serve — fatture con le diciture giuste, bonifico parlante, riferimenti di legge.
Sulle percentuali della detrazione non le facciamo promesse in una pagina web: le aliquote cambiano di anno in anno e dipendono da chi è il proprietario e da come è accatastato l'immobile. Le diciamo quali agevolazioni valgono nel suo caso prima della firma, non dopo.
Abbiamo sede ad Alatri e lavoriamo in tutta la provincia di Frosinone: Frosinone, Ferentino, Anagni, Veroli, Fiuggi, Ceccano e Sora. Per lavori fuori zona ci si sente comunque: dipende dall'intervento, e glielo diciamo al telefono senza farle perdere tempo.
Se il tetto tiene ancora e le serve solo un controllo, la pagina giusta è manutenzione tetti: un'ispezione dopo l'inverno costa una frazione di quello che costa scoprire il problema quando la macchia è già arrivata al soffitto.
Su una casa singola in genere dalle due alle quattro settimane, ponteggio compreso. Incidono la superficie, quanto legno va sostituito e il meteo: su una copertura le giornate di pioggia sono giornate ferme. La data di inizio e la durata prevista sono scritte nel preventivo.
Sì, nella grande maggioranza dei casi. Si lavora dall'esterno e ogni sera la copertura resta chiusa. Il disagio vero è il rumore sopra la testa e il ponteggio davanti alle finestre. Se il sottotetto è abitato o va aperto dall'interno glielo diciamo prima, insieme ai giorni interessati.
Un prezzo al metro quadro dato prima di salire non è un preventivo, è un numero che verrà corretto. Il costo dipende dallo stato della struttura sotto il manto, dal tipo e dallo spessore dell'isolante, dal manto scelto e da quanto ponteggio serve. Dopo il sopralluogo, che è gratuito, riceve un preventivo con le voci separate.
Se si rifà il tetto senza cambiare quota, sagoma e volume si rientra di norma nella manutenzione straordinaria, con una comunicazione al Comune. Se si alza la quota, si recupera il sottotetto o l'edificio è in zona vincolata serve una pratica più impegnativa. Ce ne occupiamo con i tecnici di fiducia e le diciamo prima cosa serve.
Spesso sì, ed è quasi sempre la scelta migliore su una casa d'epoca: i coppi vecchi hanno un colore che quelli nuovi non hanno. Si smontano a mano, si selezionano scartando i rotti e si rimettono in vista, integrando con coppi nuovi negli strati sottostanti. Costa un po' più di manodopera e conserva l'aspetto della casa.
Sì: su un immobile residenziale il rifacimento del tetto è manutenzione straordinaria e sconta l'IVA al 10% invece che al 22%. Rientra anche fra i lavori che danno diritto alla detrazione per il recupero del patrimonio edilizio, con aliquote che cambiano di anno in anno: le confermiamo nel suo caso prima della firma.