Materiali, energia, rifiuti
Nell'edilizia la parola sostenibilità viene usata quasi sempre per parlare di materiali. È una parte, ma non la principale. L'impatto più grosso di un intervento è quello di doverlo rifare: ogni rifacimento è un secondo cantiere, un secondo trasporto, un secondo smaltimento. Un tetto fatto bene che dura trent'anni pesa meno di due tetti fatti in fretta che ne durano quindici.
Per questo il nostro primo contributo non è un materiale certificato: è dire di no ai lavori preparati male. Se un cappotto va messo su un muro che ha umidità di risalita, non lo mettiamo prima di aver risolto l'umidità — altrimenti in cinque anni si stacca e il lavoro va rifatto da capo.
È il materiale che usiamo più volentieri per le coperture. Il legno viene da una risorsa rinnovabile, e a differenza di acciaio e cemento immagazzina carbonio invece di produrne: quello che l'albero ha assorbito resta nella trave finché la trave esiste.
Ci sono anche ragioni pratiche. Il lamellare pesa una frazione di un solaio in laterocemento, quindi si può usare su murature esistenti senza rinforzarle. E permette luci ampie senza pilastri di mezzo: su un portico o una tettoia resta a vista ed è parte della casa, non una struttura da nascondere.
L'intervento che riduce davvero i consumi non è cambiare la caldaia: è smettere di disperdere. In una casa non isolata il calore esce dal tetto, perché il calore sale. Coibentare la copertura e mettere il cappotto sulle pareti sono i due lavori che incidono di più, e sono lavori edili — non impiantistica.
Su questi interventi lo Stato riconosce detrazioni fiscali e IVA agevolata. Prepariamo noi la documentazione necessaria, e le diciamo prima della firma quali agevolazioni si applicano al suo caso e quali no.
Una demolizione produce molto più materiale di quanto si immagini, e quel materiale è per la maggior parte recuperabile. Teniamo separati gli inerti dal resto e conferiamo tutto a impianti autorizzati, con i formulari che restano agli atti del cantiere. Non è un vanto: è quello che la legge chiede e che va fatto.
Prima di buttare giù guardiamo cosa si può tenere. Un solaio in legno sano si consolida invece di sostituirlo; un pavimento in cotto si può recuperare e riposare; una muratura in pietra si risana. Costa più ore di manodopera e meno materiale nuovo, e quasi sempre il risultato vale di più — anche economicamente, se l'immobile ha un carattere da conservare.